MAZZOLENI A CASA

Siccome la speranza è l'ultima a morire non resta che sperare che con l'anno nuovo, considerato che ormai il campionato ha già un vincitore annunciato per manifesta superiorità, l'ambiente si interroghi seriamente se si può proseguire con l'indecente spettacolo che, ciclicamente, gruppi organizzati di trogloditi inscenano negli stadi prendendosela con i giocatori neri con cori razzisti e insulti.


L'ennesimo episodio è avvenuto ieri sera a San Siro stadio non nuovo a manifestazioni di belluina inciviltà. Obbiettivo dei supposti tifosi il senegalese Koulibaly, fatto segno di cori e ululati di chiaro stampo razzista.
Ma non era stato stabilito che il verificarsi di simili episodi poteva costare la sospensione della partita? E allora perché l'arbitro, tal Mazzoleni, non solo non l'ha sospesa ma, di fronte alla reazione del giocatore che, ammonito dopo un fallo di gioco, applaudiva gli urlatori, ha equivocato, chissà se volontariamente, e ha estratto il cartellino rosso al giocatore che ha dovuto subire anche questo sfregio.
A meno che il sig.Mazzoleni soffra di sordità, ipotesi remota, non trova giustificazione alcuna che non abbia, come è previsto, fatto avvisare il pubblico, che se si fossero prortatti i cori razzisti,la partita sarebbe stata sospesa. Viene da pensare che il direttore di gara, bergamasco, sia un supporter del ministro di polizia Salvini e condivida lo spirito e la sostanza dei cori medesimi.
Nell'un caso o nell'altro l'AIA, l'associazione arbitri, farebbe bene collocarlo fuori dai ranghi, mandandolo definitivamente a casa. Uno così non merita neppure di dirigere una partita tra scapoli e ammogliati. E' lecito aspettarsi anche una presa di posizione forte da parte dell'AIC, l'associazione italiana dei calciatori il cui presidente Damiano Tommasi è persona sensibile a codesti temi.
Per ora abbiamo assistito solo alla composta e civile reazione di Koulibaly e alla ferma presa di posizione dell'allenatore del Napoli Ancelotti che ha annunciato che se si dovessero ripetere simili, non esiterà un attimo a richiamare la squadra negli spogliatoi.
Restiamo dunque in attesa, che purtroppo temiamo vana, dell'assunzione di un'iniziativa forte da parte della FIGC, che imponga alle società, pena sanzioni, interventi definitivi per stroncare un'infame vezzo che, peraltro,si annida nei club dei tifosi organizzati.
(E.P.)